Sebino

Agrigento tra le Alpi e le Piramidi

PENNICA E TERRAVECCHIA di Tano Siracusa

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Dopo una prima fase deludente della campagna elettorale, durante la quale i candidati si sono impegnati soprattutto a delegittimarsi reciprocamente, il ballottaggio fra Pennica e Zambuto potrebbe essere l’occasione per ragionare su cosa fare. E’ vero che in campagna elettorale si è parlato come mai era successo prima di centro storico, ma lo si è fatto in modo sommario e perfino reticente. Più esplicito Zambuto, che indica il progetto Terravecchia – la costruzione dei 39 nuovi alloggi – quale primo esempio di come la sua Amministrazione, dopo aver risanato le finanze, intenderebbe utilizzare le risorse disponibili.
Pennica sembra non essere d’accordo, ma non si ricorda un suo intervento televisivo dove abbia affrontato in maniera organica l’argomento.
Il progetto Terravecchia non è importante soltanto per la sua consistenza, ma anche perché esemplifica un modello di intervento in centro storico che non a caso dovrebbe ripetersi nel vasto agglomerato abitativo che da via Atenea si estende fino a piazza Ravanusella. Anche lì ci sono stati dei crolli e anche lì è prevista la costruzione di nuovi alloggi. Il modello infatti è questo: si aspetta che crollino le case in tufo per costruire al loro posto nuove case in cemento armato. E’ evidente che questo modello, seguendo il processo di abbandono e degrado del nostro centro storico, porterebbe in pochi decenni alla scomparsa di qualunque traccia della città medievale. Intervenendo così la vecchia città in tufo semplicemente scomparirebbe.
 

SACCHI BOOMERANG di Adriana Iacono

La spazzatura non esiste.
L'accumulo immondo che vediamo per le strade è una nostra invenzione. Siamo noi che creiamo i rifiuti quando ogni giorno, per pigrizia, buttiamo via materie prime e scarti legati insieme in un unico sacchetto e velocemente ce ne sbarazziamo buttandolo il più lontano possibile dalla nostra vita, nascosto alla vista e all'olfatto. Che ne sarà del destino della piccola bomba ecologica che abbiamo innescato non ci interessa più una volta varcata la soglia di casa, perché noi siamo bambini spensierati e incoscienti e risolvere i problemi del mondo spetta ai grandi non a noi (e sennò a che servono le elezioni?). Così, allegramente, ogni giorno inneschiamo la nostra bomba micidiale e ci avviamo in direzione del primo cassonetto disponibile affinché qualcuno ci tolga il disturbo di portarla in qualche luogo ancora più lontano, dove il fetido carico possa esplodere sottoterra lasciando un marchio velenoso e invincibile che durerà per sempre. Un per sempre che non riusciamo nemmeno a immaginare, neanche contando il tempo in termini di milioni di anni, epoche o ere, perché le innocenti bombe che inneschiamo ogni giorno lasciano residui eterni.
 

QUANDO CIO' CHE E' STORICO VIENE VISTO COME VECCHIO di Alfonso M. Iacono

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Che cos'è la naturalizzazione? E' quel processo che ci fa accettare il mondo così com'è, mostrandolo nell'immutevolezza della sua ovvietà. E' un dare per scontata la nostra situazione nel mondo. La questione del centro storico di Agrigento ha a che fare con la naturalizzazione. Sembra infatti ovvio e scontato che in esso tutto ciò che ha valore storico, estetico, antico appare invece come vecchio, cadente, moribondo. Ed in effetti così si presenta, appunto vecchio, cadente, moribondo, degno di essere lasciato a se stesso e in abbandono oppure suscettibile di essere rinnovato con qualcosa di nuovo. E il nuovo si sa, seppellisce il vecchio e poi gli volta le spalle. Fu così che negli anni '60 e '70 si fecero le peggiori speculazioni edilizie in tutto il paese e continuarono negli anni successivi, visti i disastri ambientali che via via si sono verificati in tutte le regioni italiane. Del resto, cosa fu il nuovo negli anni '60 gli agrigentini lo poterono percepire e subire il 19 luglio 1966, quando la città affondò. E tuttavia, nonostante la selvaggia cementificazione di quegli anni, piano piano le città italiane e anche alcune fra quelle siciliane cominciarono a prendere consapevolezza del fatto che i centri storici erano una straordinaria risorsa, legata però a una diversa concezione della vita sociale. Si cominciò a distinguere tra ciò che era storico e ciò che era vecchio e ci si accorse che le comodità delle periferie non erano poi così comode e neanche belle. Ci si cominciava a rendere conto del fatto che la convivenza tra il passato dei palazzi, delle strade, dei portali restaurati e restituiti al pubblico e il presente delle passeggiate, degli incontri, della musica, delle discussioni e dei corteggiamenti per le strade, i vicoli, le piazze era una cosa buona, anzi assai migliore delle desolanti periferie fatte di solitudine e di desolazione, anche quando dorate. Nel nostro paese se ne sono accorti tutti, o quasi.
 

CENTRO STORICO. LE PAROLE NON CI BASTANO, ASPETTIAMO ATTI di Melo Pace

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  •  Come un’araba fenice, il dibattito cittadino sul Centro storico di Agrigento riaffiora dalle ceneri del desolante scenario della politica nostrana che lo aveva rimosso, per tutta la durata della trascorsa fase amministrativa, dalla sua agenda .
    Ci è voluto la grande forza d’urto del dramma del palazzo Loiacono- Maraventano per reinserirlo nella scaletta degli impegni della nostra casta politica nostrana, in altre faccende affaccendata.
    Apprezziamo il nobile proposito di questo gruppo di valenti amici che vuole intestarsi una così apprezzabile azione di stimolo etico ed intellettuale verso i soggetti politici e sociali, comprese le coalizioni e le forze politiche impegnate nell’attuale campagna elettorale.
 

ELEZIONI AGRIGENTO. APPELLO PER LA CENTRALITA' DEL CENTRO STORICO

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Invitiamo pressantemente tutti i Partiti Politici, le Coalizioni e i Circoli della Società Civile agrigentina che si apprestano a presentare le candidature di coloro che andranno a concorrere nella prossima consultazione amministrativa all'agone per l'elezione del Sindaco e dei Consiglieri Comunali, a privilegiare nella formulazione dei programmi la questione assoluta e prioritaria del Centro Storico di Agrigento. A tale problema deve essere riconosciuto, oltre alla sua centralità, carattere di somma urgenza, natura strategica e posizione assiale nel lavoro politico-amministrativo che andrà a svolgersi nel prossimo quinquennio.

1. Centralità. Tutti gli altri problemi e relative soluzioni dovranno risultare, rispetto ad esso, coordinati e compatibili.

2.Carattere di somma urgenza. Non dovranno più attendersi tempistiche lasciate al caso, né permanere in uno stato di attendismo e di probabilistiche speranze; ma la nuova Amministrazione dovrà porre ed imporre a nome di tutta la comunità cittadina il tempo presente come momento risolutore.

3.Natura strategica e posizione assiale. Il problema del Centro Storico deve rivestire l'importanza di un banco di prova atto a condizionare il successo o l'insuccesso di ogni altra iniziativa, che quindi dovrà ruotare intorno al suo asse strategico.

Gli obiettivi da perseguire e centrare sono i seguenti:

- ripopolamento demografico del Centro Storico, favorendo, laddove possibile, le giovani coppie in grado di impiantarvi le sedi di quelli che saranno i nuclei popolativi di numerose nuove famiglie;

- rifiuto dal considerare il Centro Storico come un luogo deputato a Pubblici Uffici, Rappresentanze, siti politici ed istituzionali;

- assoluto divieto di procedere a nuovi spianamenti e demolizioni per creare micro-aree parcheggio o micro-discariche;

 

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