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Se approvata, la norma che consentirà ai medici di denunciare i cittadini stranieri senza regolare permesso di soggiorno che si presentino loro per essere curati, rappresenterà un abominio giuridico che non ha precedenti nella legislazione repubblicana.  Basti pensare che l'art. 365, secondo comma, del Codice Penale (che pure è di matrice fascista) esclude per i sanitari l'obbligo del referto nel caso in cui questo esponesse la persona soccorsa ad un procedimento penale per qualunque fattispecie, anche per reati gravissimi.
Oggi si vuole consentire ai medici italiani di denunciare alla Magistratura il clandestino in quanto tale, in palese in violazione dell'art. 9 del Codice deontologico, che impone il segreto professionale quando dalla rivelazione della prestazione sanitaria derivi "un nocumento della persona o di altri.
  Il delinquente italiano o comunitario,  sia esso un capomafia, uno stupratore seriale, un pericoloso terrorista potrà, com'è giusto, se la sua salute è in pericolo, continuare a rivolgersi serenamente ad un medico italiano, senza correre il rischio di essere denunciato, mentre il cittadino extra comunitario senza permesso, per effetto della nuova disciplina, sarà indotto a non ricorrere alle cure del sistema sanitario nazionale, per il timore di essere segnalato alla Autorità Giudiziaria. Con quali effetti per la sua salute e per quella della comunità è facile immaginare.
Ci chiediamo  su quali libri di diritto e di storia abbiano studiato gli autori di una simile iniziativa legislativa, disumana e stupida. Quelli sui quali abbiamo studiato noi spiegano molto chiaramente quali immani tragedie possono accadere, quando in paesi di grande tradizione giuridica vengono introdotte, anche surrettiziamente, eccezioni razziali al godimento dei diritti umani.

CONTRO IL TAGLIO DEGLI EUCALIPTI

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Da circa un mese può capitare agli agrigentini di assistere al taglio di imponenti eucaliptus nella nostra città. O di osservarne poi il risultato. Ne sono stati tagliati una ventina fra Bonamorone e via Emporium, proprio all'ingresso di Villaggio Peruzzo. I primi che schermavano il cimitero dalla strada che scende verso il tempio di Giunone, i secondi che costituivano una specie di colonnato naturale e di arco vegetale di ingresso al villaggio. Le reazioni più comuni, oscillanti fra lo stupore e l'indignazione, hanno anche avuto una proiezione pubblica attraverso i media.

LEGAMBIENTE E GLI EUCALIPTI STRONCATI

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“In riferimento alle polemiche scoppiate in questi giorni ed al contenuto del comunicato diffuso dai promotori del “Comitato contro il taglio degli alberi” cui si è ritenuto di dare vita a seguito degli interventi disposti dall’Amministrazione Comunale, questa Associazione, pesantemente tirata in ballo, intende proporre le seguenti considerazioni.
Circa la precisazione di Giuseppe Arnone sulla sua “estraneità alla vicenda”, è del tutto pretestuoso e strumentale tacere il contesto in cui la stessa è stata resa: Arnone e Legambiente, tanto in Consiglio Comunale quanto sul giornale Grandangolo (come può peraltro confermare il suo direttore che è tra i promotori del “Comitato contro il taglio degli alberi”), erano stati additati pubblicamente come i “mandanti” occulti del taglio degli alberi di Bonamorone, che sarebbe stato richiesto dagli ambientalisti all’ass. Passarello per soddisfare i desiderata di amici e parenti residenti nei paraggi. La precisazione di Arnone, quindi, costituisce esclusivamente replica ad un’accusa del tutto priva di fondamento e non, come vorrebbe far trasparire la nota del  “Comitato contro il taglio degli alberi”, un atteggiamento “pilatesco” posto in essere per risultare gradito all’Amministrazione Zambuto. Vero è, al contrario, che Arnone e Legambiente hanno approfondito la vicenda degli alberi di Bonamorone con l’ass. Passarello, ricevendo da quest’ultima  spiegazioni che sono risultate convincenti, soprattutto per ciò che riguarda la futura realizzazione in quel medesimo sito di un giardino mediterraneo, quindi con specie autoctone, in luogo degli eucaliptus eliminati.

AUGURI DI BUON ANNO NUOVO! FELICE 2009

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Auguri di buon anno a tutti i lettori di Suddovest.

IL PRESEPE DEI CONTADINI ALLA KOLYMBETRA

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[img:1 align=left_floated title=none]Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) in occasione delle festività natalizie è lieto di presentare ''Il presepe dei contadini' in mostra da lunedì 22 dicembre 2008 a martedì 6 gennaio 2009, dalle 10 alle 17 al Giardino della Kolymbetra, nella Valle dei Templi di Agrigento. Nel Giardino della Kolymbetra, gestito dal FAI – Fondo Ambiente Italiano nella Valle dei Templi, torna a rivivere la magia del presepe dei contadini. Un legame meraviglioso unisce infatti la tradizione siciliana del Natale con la coltivazione degli agrumi: i frutti degli aranci, dei mandarini e dei limoni un tempo erano impiegati per addobbare gli altarini della natività (Novene) che in questo periodo venivano montati ad ogni angolo delle strade di paesi e città. Attorno ad essi il vicinato si raccoglieva in gioiosa preghiera accompagnata dalla musica festosa dei canti natalizi.
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