UN LABORATORIO MUSICALE PER I RIFUGIATI di Tano Siracusa

Venerdì scorso ha avuto inizio il laboratorio musicale di Sandro Sciarratta presso il centro Vita Nuova 3000, che accoglie decine di minori in fuga dal continente africano e dal Bangladesh.
L'idea è maturata durante l'intervento ad Agrigento di Medex, il Museo effimero dell'esilio di Bruxelles, fra gennaio e febbraio. I minori ospiti del centro avevano manifestato molto interesse per la musica, soprattutto per le percussioni e i ritmi. Durante le pause del laboratorio di Medex, conclusosi con una mostra e una intensa serata nel magnifico spazio di una chiesa barocca, alcuni ragazzi africani del centro utilizzando tubi di plastica, secchi, aste, materiali sparsi in un piccolo cantiere edile, avevano improvvisato assieme a Daniele Manno una specie di concerto: percussioni, voci e tromba, quella di Daniele. Era finita con una danza allargata, su quei ritmi che si ascoltano un po' ovunque nel Mediterraneo e che hanno risalito nei secoli il continente africano e hanno poi viaggiato nelle navi degli schiavi alla volta delle Americhe.

La musica del Novecento nasce con il blues e il jazz, dice Sandro ai rappresentanti del centro che hanno accolto con interesse l'iniziativa prima di Medex e adesso del jazzista agrigentino.
Silvia Marchica, responsabile del centro, alla fine del pomeriggio e dopo quasi due ore di una strana lezione di musica, è entusiasta. - Guarda S., dice, sta ancora suonando. E' arrivato ieri, era stanco, disorientato. Ora ride, è contento, e suona anche bene. In effetti S., che ha 16 anni e un bel sorriso, ha suonato qualche strumento musicale nel suo paese, dove ha lasciato tutto, la casa, la famiglia, gli amici, proprio tutto.
I ragazzi del centro hanno vissuto esperienze traumatiche e mostrano un grande bisogno di comunicare. Di oltrepassare le barriere immateriali dei linguaggi, della culltura. La musica è forse il linguaggio che più facilmente oltrepasasa i confini, che viaggia e attraversa continenti, culture, religioni diverse. I ragazzi nel centro Vita Nuova 3000 sono più di 40: hanno cominciato a suonare quelli del Bangladesh, subito scatenati, poi i ragazzi africani in un crescendo di partecipazione e di intesa, e alla fine un po' mescolandosi hanno suonato, cantato, danzato tutti assieme, mentre Sandro, il maestro, dipanva in quel tumulto di percussioni l'ordine del tempo nel ritmo e il senso del tempo in un progetto.
Il progetto del musicista agrigentino ha come traguardo la formazione di un gruppo musicale multietnico, che si presenti al pubblico con un vero concerto. Un piccolo, grande concerto con loro e per loro, tutti gli stranieri - gli esiliati dicono quelli di Medex - che vivono nella città dei templi greci.
Ci vorrà un po' di tempo, dice Sandro Sciarratta, ma ci riusciremo.
Nel video il racconto del primo pomeriggio del laboratorio. Le riprese tengono conto della necessità di non rendere riconoscibili gli ospiti del centro: piutttosto che oscurare i volti ho preferito tagliarli nelle inquadrature e nel montaggio.