IL SEGNO E IL TEMPO di Tano Siracusa

L’arte è frutto dell’artificio, di un’intenzionale sforzo di dare forma alla materia, di sostituire al caos un cosmo. Di opporre alla spontanea tendenza al disordine, all’entropia, la costruzione di un ordine, di una struttura. 

E’ per questa ragione che un getto casuale di colore, come la combinazione casuale di parole, hanno pochissime probabilità di creare un’opera artistica, così come il passare del tempo e l’azione degli agenti atmosferici su una qualunque superficie.
Ma se sulla superficie in cemento di un bunker residuato dalla seconda guerra mondiale qualcuno ha dipinto delle forme, allora il segno intenzionale che si decompone e il vento, il sole, la pioggia che lo rimodulano, possono apparire come una inintenzionale installazione artistica, la variante ulteriore di una permanente performance del segno e del tempo.

E’ quello che si può vedere non lontano dalla foce del fiume Naro, in un paesaggio di periferia estrema, fra l’abbandono degli uomini e la festa primaverile della natura.

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