DEL PATERNALISMO di Fausto D'Alessandro

Nel vasto mare della comunicazione digitale, che col suo moto tutto frastaglia e disperde, è raro l'approdo a qualcosa che duri, a un concetto chiaro e fermo su cui riposare, per riprendere il largo, verso nuove avventure di conoscenza. Con lo spirito geometrico degli antichi cartografi, Fausto d'Alessandro scrive oggi la prima pagina di un indispensabile portolano per i naviganti smarriti e curiosi.                                                                  

 

DEFINIZIONE CARATTERISTICHE

Il Paternalismo potrebbe essere inteso come un modo di educare e di formare improprio, inadeguato e dannoso.

Improprio perché si propone fittiziamente nella forma paterna della comprensione, ma che muta nella forma censoria e giudicante appena il discente appare diverso o insufficiente;

Inadeguato perché non si modula sulle caratteristiche personologiche del discente ma ne forza le reali attitudini e propensioni con modelli formativi astratti e rigidi;

Dannoso perché suscita frustrazione e disagio e - in particolari situazioni – ostilità, opposizione, conflittualità e ribellismo.

 

La premessa della mia riflessione è che l’educazione, la formazione e la direzione sono realizzabili soltanto in un ambito interpersonale duale nel quale è dato per acquisito e praticato il riconoscimento dell’altro come Persona.

Senza questa precondizione saranno possibili soltanto l’istruzione e l’addestramento ma non la educazione e la formazione.

 

La base del paternalismo è costituita dalla priorità attribuita al ruolo ed all’autorevolezza del maestro o del genitore e dalla teoria che il processo formativo debba coincidere con un itinerario di adesione ed omologazione ad un modello di riferimento essenzialmente ideologico.

 

La formazione e la direzione sono – di contra - a mio parere, una risposta, un servizio, una indicazione metodologica, una esercitazione di consapevolezza, un esempio virtuoso, ed hanno come unico fine lo sviluppo della persona nel rispetto della sua autonomia e diversità.

 

Altra componente del paternalismo è la scarsa considerazione della importanza e centralità delle dinamiche psichiche che intercorrono tra le persone chiamate ad una relazione interpersonale specifica, quale quella finalizzata alla formazione, che -in tal caso- o si deteriora e si estingue o produce effetti negativi e a volte perversi.

 

Se il genitore, il maestro, il direttore, hanno connotati morali e psichici segnati da superbia, vanagloria, autoreferenzialità, introversione, ideologismo [caratteristiche queste, originarie e prevalenti nella persona paternalista] è assai probabile che si instauri una leadership paternalistica che avrà effetti diversi e molteplici sulla persona sottoposta, in misura ed in ragione delle caratteristiche morali e psichiche di questa.

  • Se il discente ha un profilo di personalità maturo ed evoluto avverrà, come conseguenza alla leadership paternalistica, un progressivo distanziamento emotivo, affettivo e culturale dalla persona paternalista che riceverà soltanto un consenso formale vuoto di reale adesione ed amicizia.
  • Se il discente ha un profilo di personalità immaturo o in qualche modo problematico e assetto morale debole o poco strutturato potranno aversi conseguenze altrimenti negative.

 

In sintesi, indico alcune tra le più frequenti conseguenze del paternalismo sulla persona problematica.

  • Se questa ha connotati morali e psichici segnati da pigrizia e da tendenza all’evitamento ed alla dipendenza, la leadership paternalistica determinerà una accentuazione di quelle caratteristiche e modalità difensive quali nascondimento, inibizione, indolenza, ipocondria, ambivalenza.
  • Se questa ha connotati istrionici o narcisistici o ha scarsa attenzione alle regole o ha natura sospettosa e diffidente, la modalità paternalistica determinerà reazioni prevalentemente oppositive ed uno status relazionale segnato da modalità difensive quali ipocrisia, astuzia, doppiezza, aggressività e dissidenza, variamente intrecciate e dissimulate.            
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