IL SUD OVVERO IL SISTEMA DELLA MEDIAZIONE DISSIPATIVA di Giovanni di Girgenti

Ci e’ piaciuta la campagna di Veltroni. Ci piace il Partito democratico come strumento di semplificazione e di ammodernamento dell’Italia. Ci piace l’idea  di un partito che promuova i talenti e risponda ai bisogni dei piu’ deboli. Questo partito non si crea nemici, non a destra e meno ancora (speriamo) a sinistra. Questo partito va votato alle prossime elezioni politiche.
L’Italia e’ un paese bloccato. Da quindici anni si propone, in modo per la verita’ sempre piu’ estenuato ed estenuante, la panacea Berlusconi, che alla prova di governo non ha dato i risultati che prometteva e che la gente si aspettava.
Berlusconi per il sud e’ stato un tappo al cambiamento. Ha assorbito gran parte delle seconde linee del vecchio pentapartito e ha assecondato l’assistenzialismo statalista tanto deprecato altrove, in nome del liberismo e del liberalismo, riproponendo un rapporto tra realta’ locali e centro politico fondato sull’uso distrorto delle risorse pubbliche e sul ruolo di mediazione parassitaria del ceto politico.
Il liberismo berlusconiano ha frenato l’intervento dello stato col risultato, laddove l’economia era gia’ forte, di favorire squilibri e divaricazioni reddituali e, laddove l’economia era debole, di perpetuare nelle mani del ceto politico la gestione dell’esistente quando invece era necessario smantellarla per avviare altri sviluppi autocentrati.
Il successo in Sicilia della destra, come del resto della sinistra in altre regioni meridionali ( Calabria o Campania), e’ stato largamente fondato sull’allargamento della mediazione assistenziale piuttosto che sulla sua eliminazione o riduzione, sul mantenimento dello status quo piuttosto che sul rinnovamento. Un sistema che puo’ durare solo in presenza di risorse crescenti ( fondi UE o statali) che consentano non solo di allargare la spesa ma anche di distribuire redditi capaci di supplire con l’offerta privata i deficit di servizi pubblici. Ma c’e’ un punto in cui, anche in una fase di risorse non decrescenti, tale modello dissipatorio non riesce a nascondere le cose, l’inadeguatezza rispetto alle esigenze dei sistemi complessi (rifiuti o sanita’) che si ribellano alle sovrastrutture gestionali ipercostose e inefficienti, mostrando l’intero sistema di mediazione per quello che e’: un sistema di rapina di risorse pubbliche e di dominio immotivato sulle persone.Un sistema nel quale la selezione dei gruppi dirigenti avviene sulla base della spregiudicatezza e dell’asservimento.
In Sicilia l’epifania di tale sistema e’ solo rinviata. Sull’acqua, sulla burocrazia regionale, sulla distruzione dell’ambiente, sul lavoro che manca, sulla legalita’, i nodi prima o poi verranno al pettine e coi fondi UE si potra’ attenuare, coprire, rinviare ma non eliminare tale esito.
Il Pd deve proporsi come alternativa a tale modello di mediazione dissipativa.
I suoi candidati, il radicamento nel territorio, i suoi gruppi dirigenti, la sua cultura sono all’altezza di tale compito? No. Il cammino e’ ancora lungo. L’ulivo si distingue dall’olivastro perche’ subisce innesti e potature. Nel simbolo del PD e’ rimasto qualcosa dell’ulivo. Ricordiamocene.
 

 

 

categorie: