LA MIA TELEACRAS, UNA STAGIONE IRRIPETIBILE di Luigi Galluzzo*

* Tratto dal libro 'Quell'idea di Sudovest' di Giovanni Taglialavoro, edizione del Centro Culturale P.P.Pasolini Agrigento

Sudovest siamo noi. E’ il sogno che abbiamo sognato quando era ancora elettrizzante sognare, è la speranza che abbiamo nutrito di capire qualcosa di questo mondo e di questa vita dove ci si arrabatta spesso invano. E’ un modello di etica, di comportamento, di conoscenza che abbiamo appreso nella pratica quotidiana. Devo molto a Giovanni Taglialavoro, devo a lui la lezione di onestà intellettuale, l’amore per la verità e la voglia di comprendere le cose. Sudovest è stato per noi che vi abbiamo vissuto dentro una stagione irripetibile per come abbiamo affrontato il magma incandescente di una storia che forse non avrà avuto il lieto fine che volevamo, ma che in ogni caso ci ha insegnato ad essere uomini. Sudovest è un mondo ormai lontano e forse un po’ perduto, nel senso che sta nei margini della storia senza grandi speranze di redenzione.

Eppure tutte le volte che torno con il pensiero a quella stagione della vita so di aver partecipato ad una meravigliosa avventura. Chi leggerà oggi la serie di articoli che Giovanni ha scritto allora vi troverà intatta l’essenza stessa del problema, potrà conoscere il mondo che sta a Sudovest come lo abbiamo conosciuto noi e come è ancora. Perché vi si tratta di eterne questioni e lo si fa con l’acutezza sentimentale delle anime candide che spendono tutto il loro candore nel tentativo mai domo di aiutarsi e aiutarci a capire.

Personalmente ho capito molte cose in quegli anni e la maggior parte le ho capite proprio grazie all’acume ed alle intuizione mai banali di Giovanni, il Direttore. Ma rileggerle ora quelle pagine ha una doppia funzione, di nostalgia, è questo è un dato privato; e di ulteriore comprensione della storia, è questo è più pubblico. Con la lungimiranza che hanno solo le persone veramente intelligenti Giovanni aveva capito già allora, e ci ha insegnato, ci insegna ancora, che Sudovest non è un punto lontano, non è la periferia dell’impero o della storia, Sudovest è qui ed ora, come direbbe Calvino; è l’inferno che viviamo quotidianamente in questa terra. E si conoscono solo due modi per affrontarlo, quest’inferno: il primo è di entrare a farne parte, mimettizzarvisi dentro fino a non vederlo più, è ciò è comune ai molti; il secondo appartiene ai pochi, ad una minoranza, ed è di cercare cosa in questo inferno non sia inferno e farlo vivere, dargli spazio.

E’ ciò che ha fatto è fa Giovanni, da sempre, con le cose che scrive, con il suo modello di giornalismo. Per questo gli siamo grati.
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