SULLE SPALLE DEI PADRI di Giovanni Taglialavoro

Due sere d’incanto, due sere ad ascoltare il racconto di Antonio Lubrano sulla canzone napoletana e i canti di Valeria Scornavacca e Giovanni Moscato accompagnati da Sal Cacciatore, Carmelo Bisignano e Stefano Tesè. Lo scenario è quello del teatro Andromeda di Lorenzo Reina nel cuore della Sicilia agropastorale di Santo Stefano Quisquina.
I 99 posti a sedere del teatro sono stati occupati con alcune decine di spettatori in piedi. ‘La sirena bugiarda’ questo il titolo dello spettacolo che ha proposto un itinerario tra l’ironico e il poetico, con qualche puntura sarcastica sull’attualità, lungo la storia della gloriosa canzone napoletana.
L’appuntamento è il primo di un progetto ambizioso che punta a fare del teatro Andromeda un luogo di incontro di artisti che vogliono riflettere e fare riflettere sul rapporto problematico tra tradizione e futuro in una terra che solo da poco ha cominciato a interrogarsi sulle forme illusorie di modernizzazioni  subite negli ultimi decenni. Modernizzazioni calate dall’alto e soprattutto affidate alla possibilità di consumo piuttosto che alle capacità di autorganizzazione.
Una modernizzazione subalterna, che richiedeva la negazione delle radici. I segni drammatici di questo processo sono rintracciabili ovunque quanto ancora non riconosciuti: dalle forme urbane, ai paesaggi rurali; dallo stravolgimento delle coste e dei paesini costieri alle confuse coscienze giovanili che scimmiottano atteggiamenti ‘moderni’ senza averne interiorizzato i codici.
Allora legarsi ad un pastore, Lorenzo Reina, che si auto costruisce un teatro nei luoghi dei suoi allevamenti e tentare di guardare più avanti, un futuro, sulle spalle e non contro i lasciti dei nostri padri potrebbe aiutare a tracciare un nuovo percorso di autenticità.
Santo Stefano Quisquina come Monticchiello col suo teatro povero contadino, un luogo al riparo dei clamori, delle lottizzazioni e dei contributi pubblici, dove lo spettatore è anche l’organizzatore e il finanziatore dell’evento e dove una volta l’anno si possa riflettere sul senso di alcuni aspetti della nostra vita con leggerezza e convivialità.