LA NORMA DEI MEDICI DELATORI, UN ABOMINIO di Giandomenico Vivacqua

Se approvata, la norma che consentirà ai medici di denunciare i cittadini stranieri senza regolare permesso di soggiorno che si presentino loro per essere curati, rappresenterà un abominio giuridico che non ha precedenti nella legislazione repubblicana.  Basti pensare che l'art. 365, secondo comma, del Codice Penale (che pure è di matrice fascista) esclude per i sanitari l'obbligo del referto nel caso in cui questo esponesse la persona soccorsa ad un procedimento penale per qualunque fattispecie, anche per reati gravissimi.
Oggi si vuole consentire ai medici italiani di denunciare alla Magistratura il clandestino in quanto tale, in palese in violazione dell'art. 9 del Codice deontologico, che impone il segreto professionale quando dalla rivelazione della prestazione sanitaria derivi "un nocumento della persona o di altri.
  Il delinquente italiano o comunitario,  sia esso un capomafia, uno stupratore seriale, un pericoloso terrorista potrà, com'è giusto, se la sua salute è in pericolo, continuare a rivolgersi serenamente ad un medico italiano, senza correre il rischio di essere denunciato, mentre il cittadino extra comunitario senza permesso, per effetto della nuova disciplina, sarà indotto a non ricorrere alle cure del sistema sanitario nazionale, per il timore di essere segnalato alla Autorità Giudiziaria. Con quali effetti per la sua salute e per quella della comunità è facile immaginare.
Ci chiediamo  su quali libri di diritto e di storia abbiano studiato gli autori di una simile iniziativa legislativa, disumana e stupida. Quelli sui quali abbiamo studiato noi spiegano molto chiaramente quali immani tragedie possono accadere, quando in paesi di grande tradizione giuridica vengono introdotte, anche surrettiziamente, eccezioni razziali al godimento dei diritti umani.

"Il Partito Democratico, nei prossimi giorni, - annuncia Emilio Messana Coordinatore provinciale del PD  -  anche nella provincia di Agrigento sosterrà iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla gravità del passo che la maggioranza di governo si appresta a compiere, anche collegandosi con le organizzazioni professionali e sindacali dei sanitari e con quelle associazioni e quei movimenti, laici e religiosi, che operano sul territorio per la protezione dei più basilari diritti degli immigrati".

 

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