CANI E GATTI di Davide Natale

Ieri ho appreso dalla televisione dell'avvelenamento, consumato in pieno centro città, di due cagnette. Uccise con prodotti chimici, lentamente, atrocemente. Era ora di pranzo, un pranzo interrotto, e pensavo che ad Agrigento qualche assassino si aggirava libero. Questa mattina, al ritorno da Canicattì, (sarebbe bello ma così non è, se il suo nome derivasse dai cani e dai gatti insieme, ma comunque li ricorda), sono stato rapito da una colonna di auto in rallentamento. Ai bordi della strada un'auto della Polizia a segnalare un pericolo. Il pericolo era un cane riverso sulla strada, investito accidentalmente, morto. Al suo fianco un altro cane, in piedi, a vegliare l'amico, incurante delle auto, degli autobus, dei camion che transitavano. Gli agenti di Polizia, a segnalare il pericolo, immobili, in attesa della rimozione del corpo dell'animale, visibilmente commossi. Spero che l'assassino delle cagnette di Agrigento, questa mattina abbia percorso la stessa strada che ho percorso io, alla stessa ora, e durante il pranzo, improvvisamente, in gola un nodo stretto di rimorso non gli abbia concesso sazietà. Per quel che mi riguarda non mi sono nemmeno seduto a tavola, per poi tentare, invano, di pranzare.